mercoledì 19 giugno 2013

Materna e maturità...


Questi giorni sono un pò animati in casa nostra da un evento... la fine della scuola materna.
Si, perchè Precisetten ha completato, secondo questa mamma cattivona, il suo percorso scolastico e planiamo tranquilli verso il termine di questa bella esperienza, pronti e carichi per affrontare il grande passaggio alla scuola primaria.

Tutto sembra molto poetico, ma in realtà lo è poco, vista la reticenza posta da insegnante e direttrice della sua scuola che battono sempre sullo stesso tasto: i bambini devono completare il loro percorso e non bisogna anticipare i tempi! Mai!

... e fa niente se lui è nato il 3 di gennaio...
... fa niente se lui ha frequentato il nido da quando aveva 4 mesi ed ha iniziato in anticipo la scuola materna facendo però appena 26 mesi di scuola anzichè i 30 canonici...
... fa niente se legge e scrive ormai da tempo, è un bimbo pacifico e con una soglia di attenzione altissima...

Anzi!

Sembra che il fatto che lui selezioni le amicizie "non fa amicizia con bimbi molto invadenti" voglia prima capire le cose "non si lancia in un gioco nuovo se prima non conosce esattamente le regole del gioco" e non sia uno scapestrato "deve sempre riflettere prima di fare qualcosa", siano addirittura dei limiti e segno che lui non è pronto.
Io non sono una pedagogista... non sono un'insegnante... sono semplicemente la sua mamma.
Conosco i suoi limiti, le cose in cui deve ancora maturare e su cui stiamo lavorando e continueremo a lavorare, ma conosco anche le sue ricchezze e la sua marcia in più, che non voglio perda, soprattutto per un'idea basata su una valutazione del bambino in generale, in quanto bambino di 5/6 anni che deve andare a scuola  e non su una valutazione di Riccardo, bambino che finisce la scuola materna.

Non so se la nostra si rivelerà una scelta giusta o la cosa più sbagliata che potessimo fare. Per me, in questo momento, è la cosa migliore per lui e per la sua crescita.

Poi... per modificare cose prettamente caratteriali, perchè è di questo che si tratta a mio avviso, non basterà un anno in più... se mia madre avesse dovuto aspettare che io smettessi di piagnucolare per qualunque cosa, forse, adesso sarei ancora all'asilo seduta accanto a Suor Damasina!



lunedì 17 giugno 2013

Profumi di bosco per i nostri muffin


Frutta frutta e ancora frutta. Sole, finalmente, sapori e profumi d'estate.

Noi ce la siamo portati in casa con questi muffin preparati con frutti di bosco surgelati o freschi e impasto di muffin allo yogurt:
-  300 g di farina 00
-  125 g di burro
-  150 g di zucchero
-   2 uova
-   2 vasetti di yogurt
  - due cucchiaini pieni di lievito per dolci

Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto dalla consistenza spumosa. Nel frattempo sciogliere a bagnomaria il burro e aggiungerlo al composto di uova. Unire gli ingredienti secchi, farina, lievito e un pizzico di sal e per ultimo lo yogurt, facendo attenzione a non smontare la crema ottenuta.
A questo punto si possono aggiungere i frutti di bosco, mettendo un cucchiaino di impasto in un pirottino, i frutti e poi ancora dell'impasto sopra, altrimenti si possono distribuire direttamente sopra.

In forno per 20 minuti a 180° e sentirete che profumo!


Graditi anche da bambini più schizzinosi, dolci ma non troppo, morbidi e saporiti, una merenda bilanciata per la scuola, un'idea simpatica per una festicciola e un momento per noi mamme, che possiamo anche usare 1/3 di farina di farro integrale e sostituire il burro con poco olio di arachidi o un po' di latte.

Se li provate fatemi sapere se vi piacciono o se avete qualche ricetta da propormi!

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venerdì 14 giugno 2013

Venerdì del Libro: Il Lunedì Scomparso

Il Lunedì Scomparso
Silvia Roncaglia
Piemme











Vi avevo già parlato della collana Battello a Vapore, e presente nella nostra biblioteca casalinga , perchè  libri  molto semplici, divisi in capitoli, e per i piccoli di casa molto appassionanti

Oggi voglio parlarvi del libro di topino, il lunedì scomparso, perchè è piaciuto così tanto da portarlo a scuola, ed è tornato tutto soddisfatto ricevendo anche i complimenti della maestra dato che aveva intrattenuto tutta la classe

Questo libricino breve, parla dei giorni della settimana, impersonati da simpatici folletti, che spesso litigano e si stuzzicano, proprio come fanno i fratelli, prendendo sempre di mira il lunedì, che stufo di sentirsi ripetere di essere il giorno più odiato della settimana, decide di andare in sciopero; così dall'alto del suo balcone si gusta tutte le conseguenze, ridendo a crepapelle quando le persone alla fermata dell'autobus il lunedì mattina aspettano invano...

E' soddisfatto, contento e pieno di sè fino a quando vede un bimbo piangere disperato, triste e sconsolato perchè tutti i lunedì lui trascorreva del tempo con la sua nonnina, che d'ora in poi non potrà incontrare

Solo così comprende la gravità del danno che ha provocato

Capendo finalmente che i capricci non sono solo fini a sè stessi, ma a volte anche dannosi e pericolosi per gli altri, insegnando agli altri fratelli giorni della settimana che le prese in giro non portano mai nulla di buono!!!!

giovedì 13 giugno 2013

Mille e uno sport: CALCIO

 


Oggi per la rubrica "Mille e uno sport" intervistiamo Davide Canfora, allenatore della DiPo Vimercate, arrivata quest'anno ai play off del girone M della Prima Categoria.

Domanda: Chi ama il calcio non lo abbandona mai… per quanto tempo hai praticato questo sport e quando hai deciso di dedicarti all’attività di allenatore?

Risposta: Ho iniziato a giocare a calcio ”seriamente” (intendo in un club) all’età di 9 anni. Come per tutti i ragazzi della mia età era ovviamente lo sport principe e far parte di una squadra organizzata era motivo di orgoglio. Ho continuato a giocare quasi ininterrottamente (brevi pause per servizio militare e nascita dei figli) sino all’età di 36 anni, quando mi resi conto che l’allenamento era diventato troppo pesante da sostenere fisicamente ma soprattutto mentalmente. A quel punto il passo verso la panchina è stato praticamente automatico: da ormai 10 anni faccio l’allenatore con grande soddisfazione, anche se devo dire che le sensazioni e le emozioni che si vivono da giocatore sono impareggiabili.
 


D: Calciare il pallone è un “gioco” che si può fare ovunque e che si fa già da piccolissimi, quale credi sia l’età giusta per iniziare con la scuola calcio?

R: Negli ultimi tempi ho sentito di società che reclutano bambini di 5 – 6 anni: secondo me è troppo presto, nel senso che a quell’età i bambini devono giocare fuori da ogni schema e devono concentrarsi sull’acquisizione di una buona coordinazione complessiva. Secondo me iniziare a 7 - 8 anni può essere il momento giusto, tenendo presente che si tratta pur sempre di bambini che devono innanzi tutto divertirsi con il pallone senza alcuna attenzione per il risultato. La qualità degli istruttori della scuola calcio è fondamentale: a questa età i bambini sono in piena crescita che deve essere salvaguardata e aiutata con esercitazioni adeguate alle loro esigenze.

D: Come vengono strutturati gli allenamenti in base alla fascia di età?

R: Ci sono diverse fasi della crescita calcistica di un giocatore che devono essere tenute presenti: la scuola calcio o attività pre-agonistica rappresentano il momento in cui si devono formare le capacità tecniche dei ragazzi. Gli istruttori devono insegnare i fondamentali del calcio concentrandosi su esercitazioni specifiche e introducendo i piccoli giocatori alla partita, che va sempre vista come momento ludico e di applicazione degli insegnamenti e non finalizzata al risultato. Il passaggio alla fase agonistica (12-13 anni) rappresenta il primo grosso cambiamento, in quanto l’allenatore affianca alla parte tecnica  una parte atletica specifica. Obiettivo di questo periodo (12 – 16 anni) è migliorare le capacità atletiche e aumentare ritmi di gioco e intensità durante gli allenamenti.
Superata la fase agonistica, si entra nel cosiddetto calcio dei “grandi”: da qui in avanti si comincia a giocare il calcio vero, fatto di fisicità, intensità e tecnica. Gli allenamenti diventano più impegnativi e spesso vengono organizzati sessioni specifiche per reparto.
In sintesi, l’allenamento di un giocatore durante i suoi anni di crescita parte con una grossa concentrazione sulla parte tecnica (imparo come si gioca) per poi gradualmente spostarsi molto sulla parte atletica, pur non dimenticando mai un continuo “ripasso” dei fondamentali. Personalmente mi piace programmare qualche sessione tecnica anche con le squadre di adulti, perché ritengo sia importante ricordare il gesto tecnico e allenare la sua esecuzione in situazioni di gara.
 
D: Come, un bimbo della scuola calcio, viene indirizzato verso il ruolo che più gli si addice?

R: Non ho mai allenato in una scuola calcio: ad eccezione del portiere, che è un ruolo dove è importante una specifica “vocazione” del bambino, io non assegnerei ruoli particolari soprattutto all’inizio. Il ruolo a mio parere viene assegnato analizzando le attitudini dei bambini e il loro comportamento nelle varie zone del campo, per questo non è insolito osservare frequenti cambi di ruolo durante le prime esperienze dei bambini in una squadra di calcio.

D: Quali sono secondo te i valori che il gioco del calcio trasmette a chi lo pratica?

R: Il calcio è un gioco di squadra, pertanto il senso di appartenenza è secondo me il primo valore che si acquisisce. Lo spirito di sacrificio e la disponibilità di mettersi al servizio della squadra sono doti importantissime per un giocatore. Infine io reputo che un buon giocatore debba essere estremamente leale, con i propri compagni come con gli avversari.

D: Tu sei papà di un bambino che, ovviamente :), ha deciso di praticare il calcio. Come si fa, da genitori, a mantenere l'obiettività e le distanze senza cercare necessariamente di esaltare o demoralizzare troppo i propri figli?

R: È difficilissimo. Io oltre a essere genitore sono anche allenatore e quindi è ancora più complicato. Bisogna cercare la felicità dei propri figli, senza ossessionarli con quello che il genitore vorrebbe che facesse il ragazzo, anche perché si rischia di generare una grossa confusione nella testa del proprio figlio che potrebbe ricevere dall’allenatore indicazioni esattamente contrarie. L’errore più frequente che un genitore può commettere è di voler veder fare al proprio figlio quello che non si è riusciti a fare da giovani: questo è l’inizio di una “tragedia” che potrebbe portare il bambino a disaffezionarsi al gioco del calcio.
Bisogna lasciarli liberi, osservandoli attentamente e incoraggiandoli nei momenti di difficoltà, spronandoli a non arrendersi alle prime difficoltà.

D: Consiglieresti ad altri genitori di indirizzare i propri figli verso questo sport?

R: Io vivo il calcio con una passione che per chi non lo pratica è esagerazione: pertanto non potrei rispondere altro che si. Ritengo tuttavia importante che i nostri figli siano innanzi tutto indirizzati verso lo sport, perché la pratica sportiva insegna valori e tiene i ragazzi lontano da molte insidie che possono incontrare sul loro cammino. Se poi lo sport scelto è il calcio, allora è il massimo!


lunedì 10 giugno 2013

Facciamo ordine?


Stamattina all'asilo incontro una mamma che dice al suo bambino "questo gioco lo sequestro" poi si gira verso di me e mi dice sorridendo "sai, alla fine non so come fargli tenere in ordine i giochi!"

Allora è scattata la chiacchera fra mamme che si sfogano su questo argomento, per fortuna stavolta in chiave ironica. Ho appurato che le tecniche base sono sequestrare il gioco, metterlo in garage/cantina o addirittura una delle ultime novità è girare con il sacco nero della spazzatura minacciando di farci finire tutte le cose che la mamma spazzina trova nel mezzo.

Risultato? Non funziona, almeno nel lungo termine. Tampona, quello sì, ma non serve a educare al senso dell'ordine.

Qui avevo accennato a qualche idea parlando dell'ordine nelle cose di scuola come zaini, libri ecc., ma per i giochi il discorso cambia.

 



 CHE FARE?

- Dare l'esempio. Sono disordinata di natura quindi per forza con una famiglia di 4 persone, piene di cose per passioni varie, devo cercare di organizzare spazi e volumi. Quindi metto a posto ogni santo giorno. In fondo così ci vuole davvero poco rispetto a farlo sporadicamente.

- Chiedere collaborazione: faccio presente che aiutarsi è una prerogativa della nostra famiglia ed è facile riportare situazioni in cui il loro babbo ed io ci supportiamo a vicenda.

- Fare un patto: ossia che si può tenere in una delle due camere una pista di automobiline, una costruzione Lego o un puzzle concordandolo prima...il resto a posto.



DOVE, COME, QUANDO?

Bisogna capire quanto si è disposte a condividere spazi della casa comuni a tutti o se usare solo le camerette. Noi abbiamo scelto una via di mezzo nel senso che in sala abbiamo una parte della libreria dedicata ai giochi in scatola e a quelli elettronici.

Colori e materiale riciclabile sono in una scatola messa nell'angolo della sala dedicata alle cose da ufficio.

In corridoio abbiamo allestito una libreria con i libri in comune, mentre nelle camere ci sono piccole scaffalature per i libri personali.

Il resto nelle camere suddiviso in scatole di plastica di colore diverso per indiciduare se ci sono soldatini, animali, barbie, cose per la cucina giocattolo. Poi sotto i letti le scatole di puzzle o i memo e i giochi tipo Sapientino.

Infine due ceste morbide per peluche e bambole e una per i travestimenti.

MA FUNZIONA DAVVERO?


Ecco, nonostante questo casa mi è sempre in disordine, ma tutto sommato nel tempo da quello che dà fastidio agli occhi e allo spirito... è diventato quello che gli amici definiscono di casa vissuta, in cui cioè le persone si godono le loro cose, le condividono e le animano.

Forse è questo il segreto: sapere che conta adattare l'ordine alle proprie abitudini e non viceversa e darsi un po' di organizzazione, senza disperarsi pensando che i nostri sforzi per dare ai bimbi un senso dell'ordine siano vani. 

Che ne pensate? Cosa dite e fate con i vostri bambini? Ce lo raccontate?

Con questo post partecipiamo alla bellissima iniziativa Share your link di Parola di Laura.

L'alfabeto della coppia... Buon Anniversario!


8 Giugno... come 8 sono gli anni passati dal nostro "SI"...  ben 18 quelli trascorsi da quando le nostre vite si sono intrecciate... tante cose sono successe, tantissime ne sono cambiate.

C'è chi sostiene che l'amore dopo un pò si esaurisca e che tutte le storie siano destinate a finire, io non credo, credo invece che l'amore cambi, che i rapporti possano modificarsi e certamente, dopo tanti anni, la persona che abbiamo accanto non è più la stessa... così come non lo siamo noi!

Stare insieme è un impegno, un impegno costante, e nei momenti in cui tutto fila liscio non serve grande sacrificio, quando però le cose vanno un pò storte occorre mettere tutte le forze per fare in modo che si ritrovi presto quello che c'era.

Ho deciso così di stilare un alfabeto particolare, fatto di parole per me significative e di cose di cui, sempre secondo me, non si può fare a meno:

A  come Abbracci
B come Baci
C come Complicità
D come Dedizione
E come Emozioni
F come Fiducia
G come Gioco
H come H♥me
I come Interesse
L come Libertà
M come Misura
N come Naturalezza
O come Onestà
P come Passione
Q come Qualità
R come Rispetto
S come Solidarietà
T come Tenacia
U come Unione
V come Vicinanza
Z come Zebedei... perchè tutto magari è spesso rose e fiori... ma talvolta scoppiano anche quelli!



Buon anniversario al mio amore di sempre che, tanto per dire come cambiano le cose, e quanto col tempo si impari a vendersi bene, quest'anno mi ha detto "amore, per il nostro anniversario venerdì pomeriggio partiamo, portiamo Riccardo a Gardaland e poi ci facciamo un bel week end al lago"... meraviglioso... in realtà Gardaland è saltato perchè impegni suoi di lavoro non ci hanno consentito di partire prima di sabato mattina, ed il week end al lago aveva annesso un torneo di calcio con i suoi amici... ma va bene così... conoscendo il mio pollo tutta questa botta di romanticismo mi aveva un pò stranita!




E voi amiche, vi va di condividere il vostro "alfabeto della coppia"?


venerdì 7 giugno 2013

52 idee gioco con la palla per il Venerdì del Libro


 Dai a un bambino una palla e lo renderai felice! Posso pensare a mille giochi da fare durante una festa o un pomeriggio con gli amichetti dei miei bimbi, ma la palla ha sempre la meglio.

Ecco che la nostra proposta di oggi è un libro in formato schede con idee gioco per i piccoli di casa e qualche consiglio su come utilizzare questo oggetto tanto amato in modi originali.


"52 giochi originali con la palla" di Carlo CarzanMagazzini Salani

Carlo Carzan, l'autore, ho avuto il piacere di conoscerlo a Modenaplay, una bellissima fiera dedicata al gioco, nel 2012 e durante la nostra piacevole chiaccherata mi ha illustrato parte dei suoi lavori che comprendono libri per insegnanti, giochi in scatola e attività presso le scuole e nelle biblioteche. 


Dalla sua passione personale pe ril gioco è nata la prima ludoteca palermitana, “Così per Gioco” con attività ludiche di diverso tipo per bambini e ragazzi. 

Imparare giocando è il suo motto e le sue storie, i suoi libri sono dedicati a questa attività così importante per insegnare, condividere e vivere determinate esperienze formative.

Si definisce Ludomastro perché concilia attività di formazione per docenti ed operatori ludici, con la realizzazione di laboratori per i bambini, di letture animate e di giochi in scatola.
 
Qui trovate ulteriori informazioni. Noi lo apprezziamo davvero moltissimo forse perché condividiamo il pensiero che attraverso il gioco il bambino sia motivato a imparare e a comunicare, che si risolvano in questo modo conflitti piccoli e grandi con i coetanei durante il percorso di socializzazione sia nel contesto scolastico che in quello personale  e che aiuti a rimanere bambini gioiosi e allegri dentro.

Con questo post partecipiamo al Venerdì del libro di Homemademamma. 

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